Momento storico per Catania e Siracusa: SANTA LUCIA HA RINCONTRATO SANT’AGATA dopo 1823 anni. Domani l’inizio del Giubileo per Catania

Momento storico per Catania e Siracusa: SANTA LUCIA HA RINCONTRATO SANT’AGATA dopo 1823 anni. Domani l’inizio del Giubileo per Catania

LE CITTÀ DI CATANIA E SIRACUSA STANNO VIVENDO UN MOMENTO STORICO: SANTA LUCIA E SANT’AGATA SI RINCONTRANO DOPO 1723 ANNI

Oggi, sabato 28 Dicembre, alle ore 19 circa, il venerato corpo di Santa Lucia è stato accolto nella piazza della chiesa di San Placido di Catania.

È iniziata una breve processione che ha portato il corpo della santa in piazza Duomo. Poi il commovente ingresso nella Basilica Cattedrale di Catania, dove Santa Lucia ha incontrato Sant’Agata, dopo l’apertura straordinaria del sacello e l’esposizione del busto reliquiario della patrona catanese.

Questa sarà un intensa notte di preghiera con l’animazione del gruppo di preghiera diocesano “Amici del Rosario” e la presenza delle aggregazioni laicali. A mezzanotte sarà celebrata la santa Messa.

Domattina S. Messa alle ore 6.30 e, a seguire, diverse celebrazioni durante tutta la giornata di domenica.

Nel transetto della Cattedrale di Catania, resteranno esposte sia Santa Lucia sia Sant’Agata.

Domani, domenica 29 Dicembre, alle ore 17, nella Basilica Collegiata di Catania, l’Arcivescovo Mons. Luigi Renna introdurrà la celebrazione per l’inizio del Giubileo in Diocesi. Ci sarà, poi, un pellegrinaggio verso la Cattedrale di Catania per la solenne Concelebrazione Eucaristica.

In CALABRIA, a Barritteri, la VI edizione del PRESEPE VIVENTE: In uno dei luoghi caratteristici del Centro storico, grande partecipazione di popolo

In CALABRIA, a Barritteri, la VI edizione del PRESEPE VIVENTE: In uno dei luoghi caratteristici del Centro storico, grande partecipazione di popolo

Organizzata dalla Parrocchia Maria SS Addolorata di Barritteri (Seminara) in Calabria, con la collaborazione del Comitato Feste Barritteri e dell’Amministrazione Comunale, si è svolta, questa sera, la VI edizione del Presepe Vivente.

Davanti alla Chiesa, con la partecipazione del parroco, scene commentate sull’Annunciazione, la visita di Maria a Santa Elisabetta e il sogno di Giuseppe.

Una grande partecipazione di popolo per un evento che valorizza, nel Centro storico, una zona davvero caratteristica, con postazioni per i mestieri del tempo e, alla fine del percorso, la capanna.

Si sono potuti anche degustare ricotta, castagne, zeppole, frittole e vino.

Angelo DI TOMMASO | La mia riflessione sui giorni di Santa Lucia a Siracusa: “Perdonaci Lucia”

Angelo DI TOMMASO | La mia riflessione sui giorni di Santa Lucia a Siracusa: “Perdonaci Lucia”

UNA MIA RIFLESSIONE: Si sono conclusi I GIORNI DELLA VISITA TEMPORANEA DI SANTA LUCIA da Venezia a Siracusa.
RICORDANDO LA STORIA: Nel 1039, il generale bizantino Giorgio Maniace trafugò il corpo della santa siracusana per farne omaggio all’Imperatrice Teodora a Costantinopoli. Lì furono portate anche le spoglie mortali di SANT’AGATA. I siracusani, dopo l’occupazione araba della Sicilia, avevano nascosto segretamente il corpo di Santa Lucia nelle Catacombe. Maniace riuscì a farselo indicare, forse con l’inganno, da un anziano di cui non si sa il nome. Da Costantinopoli, fu trafugato nel 1204 dai veneziani, che conquistarono la capitale bizantina a conclusione della IV crociata e fu portato a Venezia come bottino di guerra. Arrivate nella città lagunare, le spoglie della santa furono portate prima nell’isola di San Giorgio Maggiore. Nel 1279, il mare mosso capovolse le barche che si muovevano per omaggiare Santa Lucia. Così, a causa della morte di alcuni pellegrini, si decise di trasferire le reliquie nella chiesa di Santa Lucia a Cannaregio. Nel 1861, la chiesa venne demolita per la costruzione della stazione ferroviaria dedicata a Santa Lucia. L’11 Luglio del 1860, il corpo fu definitivamente trasferito nella vicina chiesa di San Geremia.
QUALCUNO – in questi giorni – ha affermato che “non è importante se il corpo di Santa Lucia resti, anche per sempre a Venezia, o ritorni a Siracusa”. IO CREDO che venerare i corpi dei Santi NEI LUOGHI DOVE ESSI HANNO VISSUTO E TESTIMONIATO LA LORO FEDE IN DIO, diventa ancora di più motivo di grazia e causa di conversione. POTERSI RECARE nella tomba dei Santi richiama ancora meglio il modo come questi hanno risposto alla loro vocazione e ci pone immediatamente “alla loro scuola”.
PERCHÉ, per esempio, SEPPELLIAMO I NOSTRI MORTI NEI CIMITERI A NOI VICINI E NON IN UNO DEI QUALSIASI CIMITERI SPARSI OVUNQUE, ANCHE MOLTO DISTANTE DA NOI? Perché ci aiuta a mantenere viva la memoria dei nostri cari, a preservare la loro eredità, la loro storia e la loro personalità. Ci consente di sentirli ancora presenti nella nostra vita quotidiana, vicini a noi.
Questa mattina, dare ancora un saluto “a chissà quando e se” a Lucia, che è nostra sorella e Concittadina, per me ha significato VIVERE come UN GIORNO DI LUTTO: perché “lutto”, per me, è qualsiasi esperienza di distacco – sia esso temporaneo o definitivo – poiché è doloroso.
QUALCUN ALTRO ha lamentato “poca partecipazione”: in verità le persone non vanno più neanche a Messa (cosa peggiore). Viviamo, PURTROPPO, in una società indifferente, con il “buio nell’anima” che rende insensibili a ogni cosa.
CIRCA L’ORGANIZZAZIONE DELL’ARRIVO DEL CORPO del 14 Dicembre: FIN TROPPO BLINDATO. Una lunga attesa sotto la pioggia, da dove il Corpo di Santa Lucia non è stato fatto passare. Comprensibili e necessarie le misure di sicurezza, per cui giusta la prenotazione obbligatoria per la partecipazione alla S. Messa in Santuario. Ma non la chiusura dei viali del Santuario, ampio spazio riservato solo ai volontari.
Infine, APPREZZANDO L’IMPEGNO E IL LAVORO GRANDE E COSTANTE NEGLI ANNI DELL’ATTUALE DEPUTAZIONE che si è distinta – a mio parere – nel far conoscere, avvicinare e “accarezzare” le Reliquie della Santa (gesto molto nobile), tanti elementi della festa non ci sono più, è evidente: mancano i fuochi del 13 Dicembre, manca “Lucia di Svezia” in processione, manca la Carrozza del Senato al seguito del Simulacro.
Sul dire “PERÒ I CATANESI CON SANT’AGATA CI SONO RIUSCITI”: forse avremmo dovuto|dovremmo fare di più, non abbiamo fatto abbastanza! PENSO solo che SANTA ROSALIA riposa a Palermo e SANT’AGATA a Catania. SANTA LUCIA riposa a Venezia. Dobbiamo gridare, non solo più forte MA con più coraggio “Sarausana jè”.
PERDONACI LUCIA.

foto da Facebook.

SANTA LUCIA ha lasciato SIRACUSA – Restituirla sarebbe un gesto di grande umiltà

SANTA LUCIA ha lasciato SIRACUSA – Restituirla sarebbe un gesto di grande umiltà

Questa mattina, alle ore 8, Mons. Salvatore Marino ha celebrato la S. Messa in Cattedrale.

Dopo la preghiera dell’Arcivescovo Mons. Francesco Lomanto, tra lacrime e le grida di invocazione “Sarausana jè” dei presenti, il Corpo di Santa Lucia di Siracusa, accompagnato da canti e preghiere, ha percorso la navata centrale del Duomo, sostando a tratti, e ha raggiunto il sagrato.

Lì una sosta di silenzio. Poi il saluto. La traslazione nel furgone. Gli applausi. La gente che piangeva. Ancora invocazioni.

Qualcuno ha toccato i vetri del furgone. Si vedeva la teca coperta del verde, il colore di Siracusa.

Siracusa che la attende e che spera. Prega e si augura che il Corpo della sua santa, la Concittadina più illustre, torni a riposare nella sua terra.

Certamente Venezia ha custodito questo Corpo. Ma sarebbe un gesto di grande umiltà eestituire le Sacre Spoglie a Siracusa che le ha dato i natali e dove Lucia ha dato la vita con il martirio.

 

Vaticano – Papa Francesco ha aperto la Porta Santa ed è iniziato il Giubileo della speranza

Alle ore 19.17 di ieri 24 Dicembre 2024, Papa Francesco, seduto sulla carrozzella, ha appoggiato la sua mano alla porta Santa della Basilica di San Pietro a Roma che si è aperta, dando così il via alla celebrazione dell’Anno Santo ordinario 2025 sulla Speranza.

“Questa è la notte in cui la porta della speranza si è spalancata sul mondo; questa è la notte in cui Dio dice a ciascuno: c’è speranza anche per te!”, ha detto Papa Francesco nell’omelia.

Una speranza che richiede di non indugiare, “di non trascinarci nelle abitudini, di non sostare nelle abitudini e nella pigrizia”.

Perché “la speranza non è morta, la speranza è viva, e avvolge la nostra vita per sempre”.