UNA MIA RIFLESSIONE: Si sono conclusi I GIORNI DELLA VISITA TEMPORANEA DI SANTA LUCIA da Venezia a Siracusa.
RICORDANDO LA STORIA: Nel 1039, il generale bizantino Giorgio Maniace trafugò il corpo della santa siracusana per farne omaggio all’Imperatrice Teodora a Costantinopoli. Lì furono portate anche le spoglie mortali di SANT’AGATA. I siracusani, dopo l’occupazione araba della Sicilia, avevano nascosto segretamente il corpo di Santa Lucia nelle Catacombe. Maniace riuscì a farselo indicare, forse con l’inganno, da un anziano di cui non si sa il nome. Da Costantinopoli, fu trafugato nel 1204 dai veneziani, che conquistarono la capitale bizantina a conclusione della IV crociata e fu portato a Venezia come bottino di guerra. Arrivate nella città lagunare, le spoglie della santa furono portate prima nell’isola di San Giorgio Maggiore. Nel 1279, il mare mosso capovolse le barche che si muovevano per omaggiare Santa Lucia. Così, a causa della morte di alcuni pellegrini, si decise di trasferire le reliquie nella chiesa di Santa Lucia a Cannaregio. Nel 1861, la chiesa venne demolita per la costruzione della stazione ferroviaria dedicata a Santa Lucia. L’11 Luglio del 1860, il corpo fu definitivamente trasferito nella vicina chiesa di San Geremia.
QUALCUNO – in questi giorni – ha affermato che “non è importante se il corpo di Santa Lucia resti, anche per sempre a Venezia, o ritorni a Siracusa”. IO CREDO che venerare i corpi dei Santi NEI LUOGHI DOVE ESSI HANNO VISSUTO E TESTIMONIATO LA LORO FEDE IN DIO, diventa ancora di più motivo di grazia e causa di conversione. POTERSI RECARE nella tomba dei Santi richiama ancora meglio il modo come questi hanno risposto alla loro vocazione e ci pone immediatamente “alla loro scuola”.
PERCHÉ, per esempio, SEPPELLIAMO I NOSTRI MORTI NEI CIMITERI A NOI VICINI E NON IN UNO DEI QUALSIASI CIMITERI SPARSI OVUNQUE, ANCHE MOLTO DISTANTE DA NOI? Perché ci aiuta a mantenere viva la memoria dei nostri cari, a preservare la loro eredità, la loro storia e la loro personalità. Ci consente di sentirli ancora presenti nella nostra vita quotidiana, vicini a noi.
Questa mattina, dare ancora un saluto “a chissà quando e se” a Lucia, che è nostra sorella e Concittadina, per me ha significato VIVERE come UN GIORNO DI LUTTO: perché “lutto”, per me, è qualsiasi esperienza di distacco – sia esso temporaneo o definitivo – poiché è doloroso.
QUALCUN ALTRO ha lamentato “poca partecipazione”: in verità le persone non vanno più neanche a Messa (cosa peggiore). Viviamo, PURTROPPO, in una società indifferente, con il “buio nell’anima” che rende insensibili a ogni cosa.
CIRCA L’ORGANIZZAZIONE DELL’ARRIVO DEL CORPO del 14 Dicembre: FIN TROPPO BLINDATO. Una lunga attesa sotto la pioggia, da dove il Corpo di Santa Lucia non è stato fatto passare. Comprensibili e necessarie le misure di sicurezza, per cui giusta la prenotazione obbligatoria per la partecipazione alla S. Messa in Santuario. Ma non la chiusura dei viali del Santuario, ampio spazio riservato solo ai volontari.
Infine, APPREZZANDO L’IMPEGNO E IL LAVORO GRANDE E COSTANTE NEGLI ANNI DELL’ATTUALE DEPUTAZIONE che si è distinta – a mio parere – nel far conoscere, avvicinare e “accarezzare” le Reliquie della Santa (gesto molto nobile), tanti elementi della festa non ci sono più, è evidente: mancano i fuochi del 13 Dicembre, manca “Lucia di Svezia” in processione, manca la Carrozza del Senato al seguito del Simulacro.
Sul dire “PERÒ I CATANESI CON SANT’AGATA CI SONO RIUSCITI”: forse avremmo dovuto|dovremmo fare di più, non abbiamo fatto abbastanza! PENSO solo che SANTA ROSALIA riposa a Palermo e SANT’AGATA a Catania. SANTA LUCIA riposa a Venezia. Dobbiamo gridare, non solo più forte MA con più coraggio “Sarausana jè”.
PERDONACI LUCIA.
foto da Facebook.