Carmelo Agnone, nato il 5 Febbraio del 1921 a Scordia in provincia di Catania, entrato giovanissimo in polizia, era stato assegnato al Reparto Autonomo Guardie all’Ispettorato Generale di Polizia di Stato per la Sicilia, in provincia di Palermo, in un Istituto per la repressione del banditismo e la cattura della banda madiosa di Salvatore Giuliano.
Il 2 Luglio del 1949, verso le ore 20.30, si trovava a bordo di una camionetta Fiat 1100 con il Commissario Mariano Lando e i suoi colleghi, per partecipare a una riunione dell’Ispettorato a Palermo. Quando il veicolo giunse in località Portella Paglia, una frazione di Monreale, un gruppo di una decina di banditi aprì il fuoco con raffiche di mitra, lanciando anche bombe a mano. Le prime raffiche colpirono Agnone e altri due colleghi, che morirono sul colpo. Gli altri, facendosi scudo con la macchina, risposero al fuoco ma quando arrivarono i soccorsi tutti i poliziotti erano feriti, alcuni in modo grave, che morirono poco dopo.
Ad oggi, in suo ricordo, nel paese natale di Scordia gli è stata intitolata una piazza, a memoria del suo impegno nel lavoro e della sua prematura morte. Ogni anno – il 2 Luglio – si ritrovano nella piazza le Istituzioni, la famiglia dI Agnone insieme ai cittadini.
Giada Barresi, nipote della vittima e studentessa diciottenne all’Eris Formazione di Scordia, ha detto: 《Per me e per la mia famiglia è un onore tutto questo. Mi dispiace, però, non averlo conosciuto. Chissà quante cose mi avrebbe raccontato!》.